Dal 9 al 31 ottobre 2026 alla Street Levels Gallery di Firenze (Via Melegnano, 4) è in programma la mostra "What Moves Us" di Erdem Varol (Turchia), Skander Khlif (Tunisia), Ebrahim Bahaa-Eldin (Egitto) a cura di Roï Saade. Evento speciale di "Middle East Now festival". Una mostra collettiva ispirata dal tema di questa edizione del festival - Radical Movements - che esplora la vita quotidiana in contesti urbani e rurali, e racconta visivamente come sia possibile costruire un senso di appartenenza. Ciò che accomuna questi fotografi - Erdem Varol dalla Turchia, Skander Khlif dalla Tunisia e l’egiziano Ebrahim Bahaa-Eldin - è la loro capacità di costruire un mondo immaginario all'interno dell'ambiente che li circonda. Facendo sfumare il confine tra dimensione personale e pubblica, i fotografi si muovono attivamente in ogni direzione, alla ricerca appassionata di ciò che appartiene al loro mondo.
Presentazione dei progetti
Il progetto fotografico a lungo termine di Ebrahim Bahaa-Eldin, What to Do When You Cannot Hold a Mountain Between Your Arms?, esplora la memoria personale della città. L'autore esamina i due estremi del rapporto che abbiamo con l'ambiente che ci circonda — da una parte la cura, dall'altra la conquista — mettendo in discussione le politiche di sviluppo urbano e di conservazione
La pratica del fotografo turco Erdem Varol si nutre dello scarto in cui l'intenzione si scontra con il mondo e con il caso. Il fotografo estrae le sue immagini liriche dai momenti più ordinari, dai dettagli trascurati e dai frammenti banali della strada. Per questo motivo, in Unruly (Ribelle), i suoi fotogrammi accostati non sono documenti scritti a tavolino, ma poesie di luce ed errore strappate a perturbanti frazioni di secondo.
Skander Khlif ha lasciato la Tunisia all'età di diciotto anni. Durante gli anni trascorsi all'estero, la fotografia è diventata il suo strumento per rimanere legato a un paese in costante mutamento. Questa selezione raccoglie immagini realizzate in periodi diversi, tra cui i lavori del suo ultimo progetto Anatomies of Dust. Gli scatti si muovono tra strade, coste e paesaggi aridi, catturando momenti di gioco, rischio, quiete e transizione. A fare da filo conduttore è una tensione costante a cui il fotografo continua a tornare: quella tra il movimento e l'appartenenza, tra l'impulso di partire e i legami che ancora lo trattengono in questo luogo.
Biografie degli artisti
Ebrahim Bahaa-Eldin
Fotografo, curatore e antropologo, vive e lavora tra Il Cairo e Parigi. La sua ricerca è guidata da un'indagine antropologica sullo spazio, il tempo, la memoria e su come l'essere umano costruisca la propria appartenenza a essi. Attualmente la sua attenzione è rivolta all'esplorazione del binomio tra cura e conquista nei contesti di topografia urbana, storie personali ed espressioni culturali.
La sua pratica è interamente analogica e intenzionalmente lenta: fotografa e stampa a mano ogni singola immagine, lasciando che la materialità del processo rifletta i suoi interrogativi centrali sul tempo, il cambiamento e l'appartenenza. È inoltre il fondatore di Sūph Books, una casa editrice indipendente di libri fotografici con sede al Cairo.
Erdem Varol
Nato a Istanbul nel 1988, città dove tuttora vive e lavora. La sua pratica si sviluppa attorno ai gesti del camminare, del vedere, del registrare e del tornare a guardare, dando vita a una modalità di pensiero visivo stratificata. Piuttosto che considerare la fotografia come un mero mezzo di documentazione, la vive come uno spazio di gioco che accoglie l'errore e l'accidentalità, offrendo una base per la produzione intellettuale.
Il suo approccio alla città supera la convenzionale posizione documentaristica: è una forma di testimonianza intessuta di memoria, attenzione e dell'atto stesso di perdersi. La frequente indeterminatezza delle figure nelle sue fotografie è una scelta deliberata: attraverso questo anonimato, Varol non racconta solo la storia dei suoi soggetti, ma anche la nostra. Il suo lavoro si muove lungo una linea tesa tra documento e poesia, lasciando spazio a emozioni frammentate che non seguono un flusso lineare.
Skander Khlif
Nato a Tunisi nel 1983, è un fotografo tunisino-tedesco che vive e lavora tra Monaco di Baviera e Tunisi. Formatosi inizialmente come ingegnere in Germania, utilizza la fotografia per esplorare la relazione tra luogo, memoria ed esperienza vissuta. Le sue opere sono state esposte in Tunisia, in Germania e a livello internazionale.
Per maggiori informazioni: www.middleastnow.it