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giovedì 29 ottobre 2026

"Angeli del fango", lo spettacolo sull'alluvione di Firenze in scena al Teatro della Pergola

03-11-2026
Nel sessantesimo anniversario dall’alluvione di Firenze, "Angeli del fango — Gli esseri umani quando piove", la nuova produzione del Teatro della Toscana, racconta e celebra le figure straordinarie sopraggiunte da tutto il globo in soccorso di una terra deturpata. Per lo più giovanissimi, inesperti, sconosciuti gli uni agli altri, ma accomunati dalla voglia di salvare il presente. 

Lo spettacolo nasce nell’ambito di Diramazioni, il progetto che la Fondazione realizza con la Città Metropolitana di Firenze per portare il teatro nei comuni dell'area metropolitana, ha il patrocinio de «La Nazione», e si rivolge anche al pubblico delle scuole. Si è partiti, infatti, con le matinée al Nuovo Rifredi Scena Aperta dal 21 al 30 ottobre. Al Teatro della Pergola è in scena nei sotterranei del teatro dal 3 al 13 novembre 2026. Al Teatro Era di Pontedera è in matinée dal 16 al 19 novembre. Angeli del fango — Gli esseri umani quando piove prosegue poi il tour nei comuni della Città Metropolitana di Firenze (Castelfiorentino, Bagno a Ripoli, Pontassieve, Empoli, Scandicci). 

In memoria dell’alluvione del 4 novembre 1966 è in programma anche FLUSSO | BALLO 1966, produzione Teatro della Toscana con CanGo – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza, un’azione coreografica firmata da Virgilio Sieni il 14 novembre nel centro di Firenze (lezione ore 14, performance ore 16) e il 17 novembre nel foyer esterno del Teatro Era di Pontedera (lezione ore 17:30). L’azione, costruita con la partecipazione di cittadine e cittadini di ogni età e abilità, si svolge attraverso semplici dettagli di gesti inventati. Sul sito www.teatrodellatoscana.it le modalità di candidatura (partecipazione gratuita su prenotazione) e i dettagli artistici del progetto.

L’alluvione di Firenze ha inciso profondamente sull’immaginario collettivo: le immagini di libri intrisi d’acqua, dipinti sfregiati e mani che recuperano reperti, sono diventate simboli della fragilità del patrimonio e della tenacia civica. L’acqua, doppia figura di distruzione e rinascita, ha assunto valore metaforico, usata per pensare vulnerabilità, perdita e possibilità di cura. Nel linguaggio comune sono entrate immagini della ferita e del restauro, che modellano come si raccontano tragedie e resilienze. Nell’arte e nella letteratura la ferita stessa è divenuta materiale estetico: frammenti, macchie, imperfezioni trasformati in segni di memoria attiva. Così l’alluvione non è solo evento storico, ma lente immaginativa attraverso cui l’Italia interpreta il rapporto con il passato, la responsabilità collettiva e il confine tra perdita e speranza

Per maggiori informazioni: www.teatrodellatoscana.it 

Foto: Filippo Manzini