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venerdì 19 aprile 2024

Scuola di Cinema Immagina Firenze: corso online "I magnifici 12" con Giovanni Bogani

01-02-2024
Jean Renoir, Fritz Lang, Ingmar Bergman, Pier Paolo Pasolini, François Truffaut, Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick, Woody Allen, Andrej Tarkovskij, Quentin Tarantino, Ken Loach, Wim Wenders. Sono i grandi registi al centro del nuovo corso "I magnifici 12" promosso dalla Scuola di Cinema Immagina che si terrà online a partire dal mese di febbraio 2024.

Jean Renoir. Il regista della “Regola del gioco”, il film più sobriamente rivoluzionario degli anni Trenta, con il suo uso del piano sequenza. Ma anche il grande narratore di storie in cui non ci sono buoni soltanto e cattivi soltanto: il maestro del chiaroscuro psicologico.

Fritz Lang. L'architetto della messa in scena, il creatore di geometrici, implacabili meccanismi cinematografici: il regista dei “Nibelunghi”, di “Metropolis”, di “M – il mostro di Dusseldorf”. Con lui esploriamo l'Espressionismo cinematografico, per poi studiare il suo periodo americano, in cui traccia i nuovi confini del film noir.

Ingmar Bergman. Il genio del cinema psicologico. Il regista che racconta l'uomo di fronte al silenzio di Dio. Ma anche un regista sensuale, che sa filmare le donne come nessun altro. Gli abissi dell'anima e le profondità dei volti.

Pier Paolo Pasolini. Poeta, romanziere, sceneggiatore, giornalista. Federico Fellini gli disse “Ma tu non sei un regista”. Pasolini gli dimostrò che aveva torto. Ha diretto alcuni dei film più rivoluzionari degli anni '60, scoprendo il talento selvaggio di Ninetto Davoli, ragazzo di borgata, e riscoprendo il furore e il carisma di una monumentale Anna Magnani.

François Truffaut. Il capofila della Nouvelle vague, il più romantico dei registi francesi, e colui che per primo smonta la macchina cinema con un film come “Effetto notte”. L'unico a raccontare, per quasi vent'anni, una autobiografia in cinema attraverso lo stesso personaggio interpretato dallo stesso attore, Jean-Pierre Léaud.

Alfred Hitchcock. Il mago della suspense, del thriller, del “whodonit”, è anche uno straordinario regista visivo: togliete il sonoro, e i suoi film sono perfettamente comprensibili lo stesso. Aggiungete i divi con cui ha lavorato, e troverete la quintessenza di Hollywood: Cary Grant, James Stewart, Ingrid Bergman, Grace Kelly splendono nel suo cinema.

Stanley Kubrick. Il più grande, il più titanico. Ogni suo film è un'impresa: raccontare le imprese spaziali in “2001: odissea nello spazio” come un'avventura esistenziale e filosofica, o la violenza in “Arancia meccanica” come un tuffo nell'abisso della follia. Crea immagini che rimarranno per sempre nella storia del cinema.

Woody Allen. Il piccolo uomo con gli occhiali ci assomiglia: è timido, insicuro, ironico, inquieto, innamorato. I suoi film “classici”, come “Io e Annie”, ma anche la miriade di film nei quali affronta la commedia sentimentale, raccontando il valzer continuo delle bugie e delle verità interiori; i film in cui racconta i giochi del caso, come “Match Point” o il recentissimo “Coup de chance”.

Andrej Tarkovskij. Il cinema spirituale e allegorico di un grande creatore di immagini. La sua storia all'interno del sistema cinema dell'Unione sovietica, che lo costringe a emigrare in Italia e poi in Francia. I suoi film che mescolano naturale e sovrannaturale, intimo e mistico.

Quentin Tarantino. Il re del cinema pulp, quello che svecchia di colpo tutto il cinema mondiale. I suoi film intrisi di citazioni, tutti i riferimenti al cinema italiano di genere, le sue soluzioni di montaggio e di scrittura. Un cinema all'insegna del divertimento, un continuo omaggio agli anni '70, ma insieme qualcosa di assolutamente nuovo.

Ken Loach. Il grande cantore della working class, dei poveri, dei non riconciliati. Attraverso i suoi film vediamo le contraddizioni e gli orrori della nostra società. I suoi personaggi sono eroi proletari, tosti, orgogliosi, testardi, a combattere da soli o – meglio – insieme ad altri come loro, in una società che fa di tutto per cancellarli. L'ultimo rivoluzionario del cinema.

Wim Wenders. Il cinema tedesco rinasce con lui negli anni '70. L'uomo che filma gli angeli nel cielo sopra Berlino, il regista che riesce a creare momenti di sospensione del tempo e dell'anima, soltanto con una inquadratura. Il regista dello sguardo, colui che più di ogni altro riesce a restituire le sensazioni di quando ci troviamo, per la prima volta, in un luogo sorprendente.

Le lezioni si svolgeranno in diretta Zoom da febbraio ad aprile 2024 una volta a settimana, il giovedì, dalle 18.00 alle 20.00 per un totale di 12 lezioni. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di frequenza. Il costo è di 300 euro.

Scuola di Cinema Immagina nasce nel 1994 grazie ad un gruppo di attori, registi e scrittori ma soprattutto grazie all'entusiasmo di un autore indipendente Giuseppe Ferlito. La Scuola si propone, nel rispetto di una indipendenza di pensiero, di far apprendere il linguaggio del cinema ed i modi di rappresentazione della realtà, perché se anche non si possono insegnare le idee, si può tuttavia insegnare come trasformarle in cinema, come scriverle, come muovere la macchina da presa, come dirigere gli attori per esprimere compiutamente sensazioni, concetti, sentimenti. L'interdisciplinarietà apre un dialogo tra le varie sezioni, già dalle prime lezioni gli allievi hanno la possibilità di confrontarsi tra loro ed iniziare una collaborazione profonda sulla base di un progetto comune.

Per maggiori informazioni: www.cinemaimmagina.it